Il Respiro
La Respirazione sonora (Ujjayi Pranayama) si esegue soltanto con il naso, chiudendo la glottide si produce un suono dolce e profondo, la gola è aperta e rilassata. L’inspirazione e l’espirazione sono della stessa lunghezza e dello stesso suono. Se l’inspirazione ad es. è di 3/5 secondi, anche l’espirazione dovrebbe essere di 3/5 secondi. All’inizio è un po’ difficile, con il tempo e la pratica costante e diligente l’armonia del suono e della lunghezza accade.

La postura (Asana)
Le posture sono terapeutiche, sono state studiate per riallineare il corpo e purificarlo dall’interno, ogni postura viene mantenuta per 5 respiri, durante i quali si consiglia di respirare e rilassare il corpo affinchè l’energia nuova, l’aria (Prana) introdotta nel corpo possa ossigenarlo e liberarlo dai dolori, rigidità e dalle malattie.
Ogni postura è collegata a quella successiva secondo una sequenza ben precisa. E’ necessario rispettare l’ordine sequenza e iniziare una nuova asana solo se l’asana precedente è stabile e comoda (Sthira sukha anasanam. Yoga Sutra II.46) per fare in modo che il corpo/mente si rafforzi anziché indebolirsi. Questo può essere stabilito solo sotto la guida di un insegnante esperto che segue il parampara (la trasmissione del metodo dal maestro all’allievo).
La prima serie dell’Ashtanga Yoga si chiama Chikitsa (Terapia)e aiuta a riallineare e disintossicare il corpo, la seconda Serie Nadhi Sodhana, lavora per una più profonda purificazione del sistema nervoso grazie alla pulizia dei canali energetici, le serie avanzate (A- B-C-D) richiedono un alto livello di forza, stabilità e apertura del corpo.

Lo Sguardo (Dristhi)
Ci sono nove punti in cui rivolgere lo sguardo durante l’esecuzione delle asana : verso l’alto, in mezzo alle sopracciglia, alla punta del naso, lato destro , lato sinistro, verso l’ombelico, alla punta dei pollici, alla punta del dito medio, alla punta degli alluci. All’inizio può risultare difficile, con la pratica diligente e il tempo il corretto dristhi sarà possibile e donerà interezza e unicità durante l’esecuzione delle asana. Il praticante sarà lì in quel punto, più concentrato e consapevole.

Metodo Vinyasa
Questi tre punti di attenzione vengono armonizzati grazie al Metodo Vinyasa ,
Vinyasa in sanscrito significa: Vi- ‘in un modo speciale’, Nyasa- ‘posizionarsi’. Posizionarsi in modo speciale grazie al respiro profondo e sonoro che aiuta il praticante a entrare, mantenere e uscire dalla postura. Grazie al respiro unito al movimento (Metodo Vinyasa) è possibile liberare il corpo dai dolori, rigidità, malattie, purificarlo dall’interno ottenendo un corpo sano, forte e stabile e così anche la mente si rafforza e si calma.
Per ogni postura esiste un numero preciso di conti Vinyasa: ad esempio nel primo saluto al sole ce ne sono 9, nel secondo saluto al sole 17, e così via. All’inizio può risultare difficile seguire il corretto ritmo, extra respiri o movimenti saranno necessari, con il tempo e la pratica il corretto Vinyasa per ogni postura avviene.
Un importante prodotto del Metodo Vinyasa è il sudore: il movimento e respiro produce all’interno del corpo un calore intenso, come diceva Guruji, ‘il sangue deve arrivare a bollire’, così facendo il sangue si assottiglia e viene liberato dai blocchi che causano dolori e rigidità. Quando c’è un dolore, una malattia il sangue è spesso, muovendo e respirando il sangue diventa più sottile e puro.
Si consiglia di non asciugare il sudore con l’asciugamano durante la pratica, piuttosto massaggiarlo sul corpo.

Bandhas
Bandha in sanscrito significa ‘legare, unire insieme, controllare’ certe parti del corpo.
L’energia prodotta durante la pratica viene accumulata e conservata grazie ai bandha, che attraverso i canali energetici (nadi) indirizzano l’energia verso i luoghi ‘ giusti’ del corpo.
Nella pratica dell’Ashtanga Yoga vengono controllati due bandha: il Mula Bandha e l’Uddhyana Bandha. Mula in sanscrito significa ‘radice, fonte’ e consiste nella chiusura dell’ano verso l’ombelico per cui vengono controllati il centro del perineo e gli organi pelvici (intestino e organi genitali). Facendo Mula bandha automaticamente avviene Uddhyana bandha .
Uddhyana significa ‘sollevare, volare verso l’alto’ e si esegue sollevando il diaframma verso l’alto e tirando l’addome verso la spina dorsale quindi la radice dell’ombelico verso i reni.
Questi bandha sono fondamentali nella pratica delle asana e richiedono molti anni di pratica prima di essere controllati.

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